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THREE THE MOVIE

Il modo più semplice di fare cinema e vedere film

THREE THE MOVIE

Il numero tre è tutto in questo film. Tre, e suoi multipli. Numeri arcaici, spirituali, trascendenti.
Tre, sei, nove. Vettori sapienziali che ci conducono al cuore teologico dei monoteismi. Tre, la Trinità cristiana. Sei, le punte della Stella di David, la Stella degli Ebrei. Nove, il volto di Dio per la tradizione Sufi, secondo la cultura islamica.


Tre storie s’intrecciano in una terra, il Friuli, che si estende lungo un triplice confine. Le storie di Irene, una ragazza carnica, cristiana; di Pavel, ucraino ed ebreo; di Mehdi, iraniano e musulmano.
Mehdi è un venditore di rose. Cammina tra i tavoli, si rivolge ai clienti. Nessuno compra. Mehdi non è solerte: osserva, si guarda intorno, poi esce. In un altro locale si lascia coinvolgere da alcuni avventori che gli offrono da bere. Non rifiuta…
Pavel fa il garzone in una macelleria. Introverso e poco comunicativo, ha immaginazione e perspicacia intuitiva.


Un giorno incontra Irene. La ragazza è sensibile alla solitudine del ragazzo e tra i due nasce più di una amicizia…
Attorno a loro si tratteggia una vicenda “rosa” che sembra trainare l’intera trama del film…
“Sopra” di loro, incarnazione di realtà metafisiche che presiedono all’esistenza dell’uomo, tre antagonisti alzano a sei il numero complessivo. Sono un vecchio cieco, capace, di vedere al di là del phen.menon: incarnazione del Purgatorio, della sofferenza dell’attesa di un cambiamento di stadio. Monsignor Angelo, il Paradiso, padre spirituale di Irene, che la consiglia, la rimbrotta, la protegge… Una donna misteriosa, conturbante, sensuale, venefica: il Male, l’Inferno.


Un’altra triade di figure fa lievitare a il nove dei personaggi: il novizio Edo, pupillo di Mons. Angelo; Omar, amico di Mehdi; un Angelo suonatore ai lati delle strade e delle piazze. Poi, dieci, una bambina…
Udine è protagonista.
Una città che svela le proprie contraddizioni: chiusa nel guscio, difende ma intrappola, fa incontrare ma allontana, si apre all’altro ma si serra nella solitudine, una solitudine vissuta come àncora di salvezza, ma che in realtà affonda e affoga.
Una città inedita, osservata dall’immigrato, da un quartiere, quello di via Roma, che si chiude quasi in un ghetto.
Tre vite si intrecciano. Individualità diverse.
La geometria degli incontri: punti, diagonali e lati misurano le individualità, i rapporti, le relazioni. Ad una ad una scorrono veloci le azioni, le reazioni, le relazioni.
Tra sincronicità e asincronicità, la quotidianità di tre ragazzi, colti in attimi apparentemente casuali e mescolata a quella degli altri personaggi…
Tre storie come tante.
L’interazione di vicende diverse, le azioni e il naturale fluire degli eventi, tra condizionamento, pre-determinazione, casualità, ripetitività e indifferenza.
La storia si apre a dimensioni altre, reali, surreali…
Un film sull’integrazione, culturale, razziale e religiosa in una regione di confine, da sempre teatro di guerre e di invasioni di popoli.
La convivenza. L’accoglienza?
E’ indubbio… la convivenza con lo straniero produce cambiamenti al costume, alla cultura, alla quotidianità, all’amore…

 

CAST

Massimiliano Grazioli, Alberto Torquati, Vivianne Treschow, Werner Di Donato, Chiara Pavoni, Saverio Indrio, Ivan Senin, Edoardo Sguazzin, Alejandro Paitun Flocco, Caterina Zampieri, Luigi Nardini